IlTerramoto

di: Giovanna Leopardi

Ad un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano.” (Alberto Moravia, ho visto morire il Sud). Questa citazione descrive in pieno la devastazione che solo un terremoto può lasciarsi dietro. In questi giorni Napoli ed Ischia stanno rivivendo lo stesso incubo di 37 anni fa, quando il 23 Novembre, 1980,  la Campania Centrale e la Basilicata Centro-Settentrionale furono colpite da un forte sisma di magnitudo 6,5 della scala Richter ( pari al 10mo grado della scala Mercalli). Il sisma causò 280,000 sfollati, 8,848 feriti, 2,914 morti e 362,000 abitazioni distrutte o danneggiate. Ieri come oggi il Sud è stato messo in ginocchio, sono sicura che ancora una volta la Campania ne uscirà più forte di prima. In queste circostanze le parole non escono facilmente, ma per me è ancora più difficile esprimermi perché nel 1980 ho vissuto quei tragici momenti in prima persona. Per questo mi sento molto vicina; anche se virtualmente; a tutti i Napoletani. In particolare vorrei esprimere tutta la mia solidarietà ad alcuni familiari di una cara amica di Ciao St. Louis; Ornella Di Lorenzo-Sibilla; che hanno perso le loro abitazioni. I Napoletani sono forti e supereranno anche questo momento. Ed ora vorrei dedicare a tutti la canzone ‘A città ‘e Pulecenella cantata da Sal Da Vinci.

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